I Casinò italiani e le loro scelte strategiche per il 2017

casino italiani

Chi si vuole mettere nella massa che ribadisce che l’anno appena trascorso è stato “un brutto anno”, ma che quello che verrà comincia con speranza e sfide, si inserisce nella banalità globale sopratutto quando si parla del mondo del gioco d’azzardo, equiparandosi alle banalità ed alle promesse che vengono “messe sul piatto” e mai mantenute. Così, anche nel 2017, il segmento dei nostri casinò tricolore si troverà ulteriormente alle prese con scelte assai strategiche e, come sempre, a problemi gestionali.

L’inizio 2017 sa già di vecchio, di trito e di ritrito e questa sensazione si adatta perfettamente alle diverse Case da Gioco italiane ed ai diversi siti di casino online italiani sulle quali, anche per il nuovo anno, pioveranno tanti interrogativi. Può essere che nel primo semestre del novello anno ci saranno magari delle risposte od almeno questo si stanno aspettando i Casinò. Vediamo “lo stato d’animo” di Venezia, dove gli incassi sono andati benino, ma non hanno rasserenato gli animi. Il Sindaco di Venezia si è dichiarato insoddisfatto degli errori compiuti e pronto a rimediare con soluzioni che potrebbero concretizzarsi a breve, posto che il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione è in scadenza.

Per quello che riguarda la politica valdostana, ed il relativo casinò, è chiamata a trovare soluzioni strutturali e gestionali appunto per la Casa da Gioco che è stata un vero protagonista mediatico dell’ultimo periodo. Su questa struttura si è detto di tutto, di più ed anche oltre: di vero, di falso ed anche di esagerato sia sui media che sui social e si è creata una situazione nebulosa che la Giunta ed il Consiglio saranno chiamati a dissipare in tempi assai brevi, ma sulla quale gravita grandissima incertezza.

Che dire per Campione d’Italia? A breve comincerà la campagna elettorale per le elezioni amministrative di primavera ed è ovvio che la battaglia si concentrerà sopratutto sul casinò che è da considerarsi primo e quasi unico motore dell’economia del territorio. Certamente, è presto per parlare di candidature, ma ci saranno certamente molti nomi noti che avranno una differente visione della Casa da Gioco, anche se la questione andrà inquadrata in un contesto generale e sopratutto in quell’intervento strutturale atteso dal Governo centrale (che invece non ne vuole sapere di intervenire, almeno per il momento), ma che potrebbe prendere ora forma.

Clima mite e sereno, e non solo da un punto di vista meteorologico, per quel che attiene il Casinò di Sanremo e la lista dei migliori casino online posto che le polemiche sindacali sono “leggermente in stand by”. Si sente la necessità di rilanciare il business, ma di “poltrone traballanti” non ve ne sono e neppure “poltrone in scadenza”. Si potrebbe guardare a Sanremo come ad un esempio, magari da seguire, da parte delle altre strutture di gioco anche se sembra che le problematiche di questa Casa da Gioco non hanno “richiamo mediatico” come quelle di un’altra “sorella”.

Prima di iniziare fattivamente questo benedetto 2017:ì si ricorda che a breve, sarà nominato il nuovo Presidente di Federgioco e questa volta spetta ad un rappresentante di Saint Vincent. L’attenzione c’è specialmente ora che sembra sia in avvio una nuova direttiva antiriciclaggio e che il Governo potrebbe riprendere in mano la questione del riordino normativo del comparto dei casinò: sempre che non siano semplice promesse o speranze e che ancora una volta non si rappresenti solo una grande delusione per tutti gli addetti ai lavori.

Concessionari e gestori in simbiosi per il bene del gioco

futuro del gioco d'azzardo

Ci sarà, forse, la rivoluzione nel mondo del gioco d’azzardo pubblico ed in quello dei casino online, ma quello che sicuramente non cambierà è il rapporto nel prossimo futuro tra i concessionari ed i gestori. Su queste due figure si baserà senz’altro il gioco nel suo prossimo cammino ed il gestore sarà al centro delle strategie che in settore metterà in atto. Certamente, ogni segmento del settore ludico è alle prese con un momento particolarmente delicato e nasce qualche dubbio se sia ancora un business “mettersi in gioco con il gioco”. Oppure no… non si riesce a comprendere con tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti e sopratutto dopo il “no” del referendum che complicherà ulteriormente la vita.
L’unica cosa certa, molto probabilmente, è che tutti i “partecipanti alla filiera del gioco”, quindi non solo quelli che appartengono al segmento delle new slot, sentono la necessità sì di cambiamenti e ristrutturazioni, ma sopratutto sentono la necessità di trovare un equilibrio che ancora oggi non esiste. La riduzione degli apparecchi da intrattenimento è stata “quasi digerita” e questa manovra ha trovato un grande consenso non solo tra i concessionari, ma anche fra la maggioranza dei geestori perché il tutto potrebbe portare ad ottimizzare e razionalizzare tutto il sistema. La conseguenza sarà la possibilità di poter cogliere nuove possibilità e coglierle con estrema attenzione, responsabilità perché apriranno le porte del futuro del gioco.
Quello in cui non si deve “cadere” è di rimanere, oggi, ancorati a modelli di un prodotto e di un servizio ormai passati e, quasi, obsoleti. Ed altro obbiettivo che si dovrà ottenere con la ristrutturazione del settore è la necessità di rendere l’esperienza di gioco con le “famigerate macchinette” più sicura, innovativa e ricca in modo che venga maggiormente apprezzata dai giocatori in generale. Se le nuove Awp da remoto introdurranno qualcosa di nuovo nel gioco saranno molto ben accolte e se si considera che questo comporterà un investimento finanziario notevole sarà altrettanto inevitabile che i gestori continuino a gestire non solo le attività, ma anche a mantenere il ruolo imprenditoriale che hanno avuto sino ad ora e che hanno svolto con enormi soddisfazioni.
Poste queste premesse in generale, bisogna anche segnalare che particolarmente Lottomatica, che si crede non abbia più bisogno di alcuna presentazione, sta mettendo in essere nuovi progetti che vuole dividere con i propri gestori. Questo Gruppo ha sempre cercato di valorizzare i casino per android ed il ruolo del concessionario ed il ruolo del gestore in modo sinergico e queste strategie sono stati sempre un punto di forza ed una delle chiavi di successo che hanno fatto percorrere al Gruppo Lottomatica un cammino tale da arrivare ad essere leader indiscusso nel mercato del gioco.
Proprio il 2016, infatti, è stato un anno record per Lottomatica dove vi è stata una grande crescita ed un forte rafforzamento dei legami con i gestori che dovranno mantenere la propria identità da un lato e la solidità del rapporto dall’altra. Tutti i gestori di questo Gruppo sono soddisfatti e questo rappresenta la miglior cartina torna-sole per far apprezzare le strategie ed i percorsi di Lottomatica. Lavorare con serenità e sicurezza, in un ambiente giovane e “pieno di futuro” sarà una carta in più per portare Lottomatica a crescere esponenzialmente, forse anche di più di quello che ha fatto sino ad ora…. se sarà possibile ottenere risultati migliori!

Le slot machine sono sempre sotto accusa

slot machine sotto accusa

Per mutuare la frase “La legge è uguale per tutti” nei confronti del gioco e dei casino online, bisogna dire che “il gioco non è uguale per tutti i comparti”: purtroppo non si finirà mai di puntare il dito su queste parole perché chi ama il gioco è stanco di continuare a sentire, o vedere, espressioni come gioco d’azzardo=dipendenza, oppure gioco d’azzardo=slot e slot=dipendenza. Tutti i giochi, nessuno escluso, dovrebbero ricevere lo stesso trattamento ed anche le stesse “illazioni”: la disparità di trattamento non sta facendo bene a nessuno ed, ovviamente, sopratutto al comparto dei concessionari delle slot machine che sono proprio presi di mira da tutti e saranno anche quelli che “pagheranno le conseguenze” della Conferenza Unificata in modo più caro… infatti il 30% delle “famigerata macchinette” saranno destinate a sparire!
Queste considerazioni sono un fulcro intorno al quale ruota l’iniziativa ppresentata dal progetto di As.Tro “Un gioco buono per il territorio” che, come già detto altre volte, viene portato in giro per l’Italia. Viene presentato ai vari Comuni affinchè le amministrazioni comprendano come ci può essere un “gioco buono” che sia integrato sul territorio e sopratutto che tenga lontano dai giochi più aggressivi e che vieti all’illegalità (e, di conseguenza, alla criminalità) di rifarsi viva sul mercato, magari in modo ancora più forte e pressante di tanti anni orsono, facendosi forte di non dover rispettare alcuna ordinanza ed alcuna norma restrittiva.
Ormai, quasi tutti sanno che in molti Comuni sono stati aperti tavoli di lavoro a cui partecipano politici a volte privi di informazioni reali sul settore ludico, Serd in cerca di finanziamenti dopo i tagli che il nostro Esecutivo ha effettuato alla Sanità, ed anche associazioni che si trincerano dietro il “no slot” per mettere in campo qualsiasi azione, anche a volte scriteriata, per distruggere il mondo del gioco pubblico. Non si finirà mai di sottolineare che i dati che vengono messi in circolazione, il più delle volte, sono confusi e spesso privi di logica: si parla di spesa dei giocatori, ma si mostrano invece i dati sul giocato, di parla di “fenomeno di allarme sociale” con dodicimila giocatori patologici certi a livello nazionale -pari allo 0,2% della popolazione. Poi, alla fine, per motivare i provvedimenti proibizionistici ed espulsivi del gioco lecito anche sulle slot machine gratis, si tirano in ballo 800mila giocatori a rischio: ma questi dati sono opinabili e discutibili e, sopratutto, non basati su studi certi.
E poi, come detto all’inizio, in tutto questo bailamme nel quale “viaggia” il gioco lecito, viene a colpirsi solo il comparto delle slot che è un’industria giovane e che non è stata sufficientemente attenta ai suoi rapporti con la società e con le relative Amministrazioni locali, e che ha dovuto sottostare ed inseguire ben dieci cambi di normativa, visto che ogni anno il Governo “cambia le regole” del gioco alle quali si deve, in ogni caso, sottostare. In virtù di tutti questi cambiamenti, probabilmente, il comparto delle slot machine è quello più “preso di mira” ed anche, però, quello che non è riuscito ad instaurare “un buon rapporto con il sociale”. Quindi, le slot verranno eliminate, almeno in buona parte, ma che almeno non si faccia questo in virtù del 12mila giocatori patologici perché sarebbe veramente assurdo.

Il gioco d’azzardo e la sua deriva legislativa

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Una delle poche cose certe che circolano intorno al gioco lecito ed ai casino online legali è una sorta di gara (con un solo vincitore e con tanti vinti) tra le varie Regioni ed i vari Comuni per spartirsi il podio relativamente a chi vara l’ordinanza più restrittiva oppure a chi mette in atto tutta la creatività possibile studiando “nuovi luoghi sensibili” da aggiungere alla già lunga lista di quelli esistenti. Questo sembra essere “lo sport” più praticato in questo periodo e bisogna anche dire che le nostre Amministrazioni di fantasia e creatività ne hanno davvero da vendere. Se ne sono sentite di tutti i colori sino al punto che alcuni Tar hanno “dovuto esprimersi” per riportare situazioni veramente “pericolanti” in situazioni ragionevoli e non incongruenti sulle quali accanirsi per falsa moralità.
E qui ci sta pure che nessuna attività “legale” dovrebbe essere penalizzata da preconcetti di alcuni che non sono per nulla disponibili a sentire ed ascolare le motivazioni del “terzo comparto industriale italiano”. Ma a che punto siamo arrivati con il gioco? E cosa si sta mettendo in atto per evitare questa “deriva legislativa” che sta minando il settore e mettendo a rischio centinaia e centinaia di posti di lavoro senza che “nessuno che conta” metta un fermo? Meno male che spesso di parla della “potente lobby del gioco” come se, in realtà, gli operatori in questi ultimi anni avessero potuto controllare le normative e non avessero invece pagato lo “scotto delle varie legislazioni” che si sono susseguite nel tempo.
Ci si sente in dovere e nell’obbligo di sottolineare, ancora una volta, a cosa si sta andando incontro con tutte queste negatività relative alle ordinanze sfornate a raffica dai vari Comuni della nostra bella Penisola. I livelli occupazionali delle industrie del settore sono messi a repentaglio dalle politiche messe in campo e si è aperta una breccia nel muro solido della legalità da parte dell’illegalità, laddove le norme locali hanno fatto in modo che il gioco venisse espulso da certi territori. Altro punto negativo è la riduzione del gettito erariale a favore molto probabilmente di “un nero” nelle tasche assai profonde della criminalità.
Queste argomentazioni, che toccano anche le slot machine gratis, sembrano importanti e qualcuno dovrebbe seriamente soffermarsi a riflettere se non si vuole che la deriva demagogica non abbia la meglio sulla realtà. E questo cosa dovrebbe comportare? Certamente una risposta comune da parte del mondo gioco: una reazione comune che invece ad oggi appare alquanto scomposta. Un fronte comune di difesa potrebbe essere l’unica e vera soluzione che dovrebbe far rendere conto alla politica delle conseguenze negative nelle quali tutti gli addetti ai lavori andrebbero ad impattarsi. Invece di questo fronte comune ci si trova dinnanzi ad azioni frammentarie che non aiutano a rappresentare le istanze del settore e neppure le conseguenze negative che le prese di posizione della politica fanno incontrare al gioco pubblico.
Per questo sarebbe indispensabile che l’opinione pubblica venisse informata e sensibilizzata sui problemi reali del gioco e sarebbe indispensabile che i suoi operatori venissero formati per poter esplicare il proprio lavoro nel modo più consono, responsabile e professionale. In più, le tematiche che il gioco dovrebbe sempre tenere presente e sulle quali si deve concentrare sono il divieto di gioco ai minori, le categorie più soggette al gioco problematico e l’illegalità.

Dobbiamo difendere il gioco d’azzardo lecito

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Il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello dei casino online si sta dibattendo, da tempo, tra un sistematico accanimento da parte dello Stato con le imposte fiscali, gli impegni concessori e gli sforzi eccezionali che discendono a cascata per sopperire a questi impegni che comportano continui cambiamenti dei piani industriali delle aziende del gioco: senza contare gli attacchi perpetuati dalla politica e dalla società. Una gran brutta vita quella del gioco pubblico non c’è che dire! Quindi, ne discende che i grossi Gruppi cercano di tutelare questo “bistrattato” settore studiando qualche strategia che possa fronteggiare tutte queste negatività e che possa finalmente far rialzare la testa agli operatori che ormai non hanno nemmeno più la forza di combattere.
Codere Italia, gruppo che si muove sul mercato da tempo e che ha una certa importanza anche mediatica, si auspica che una delle soluzioni che possa fare qualche passo avanti in questa battaglia su così tanti fronti, sia un’unità di intenti, un fronte comune ed un’unica voce che porti avanti gli interessi ed “il destino” del mondo del gioco lecito. Sino a quando il settore, già suddiviso in tanti segmenti, guarderà al “proprio spazio e non alla comunità” non si riuscirà ad uscire da questo angosciante stato in cui il gioco si dibatte. É un po’ come nelle sabbie mobili: ci si dibatte per stare a galla e più ci si dibatte più ci si affonda. Quindi, obbiettivamente, bisognerebbe stare calmi ed unire le singole voci affinché si possa portare avanti un interesse comune a tutti, nessuno escluso.
Il gioco in generale è arrivato proprio “al suo ultimo atto” con l’ulteriore tassazione recente che ha dovuto subire: chiedere ulteriori sforzi al settore, che prima o poi verranno alla luce altrimenti questa finanziaria “sarebbe una finanziaria atipica”, è veramente impossibile. Gli sforzi e gli impegni che si chiederanno ulteriormente alle aziende attraverso la partecipazione ai prossimi bandi di gara per il Bingo e per le scommesse, senza avere da parte del Governo alcuna risposta certa sulle politiche che si intederanno mettere in atto per il prossimo futuro, sono impensabili ed improponibili.
L’unica certezza che lo Stato propone è la eliminazione totale delle apparecchiature da intrattenimento da bar e tabaccai e, se questo si concretizzerà, una parte sostanziosa del settore si troverebbe a dover affrontare chiusure e licenziamenti sui quali lo Stato avrebbe una grossa responsabilità. E non solo, lo stesso Stato dovrà rinunciare ad una grossa fetta di gettito erariale e, nello stesso momento, si troverà anche ad affrontare un “ritorno dal passato” dell’illegalità che per tanti anni ha combattuto tenendo vivo il gioco d’azzardo lecito.
Molto probabilmente l’attuale situazione politica ha solo peggiorato la situazione del gioco lecito e dell’elenco dei casino online legali, ma ormai l’approccio con il gioco da parte della politica è un tema diventato ostico e difficile da trattare. Sempre di più si fanno strada idee radicali che molto spesso sono il frutto di una mancanza precisa di conoscenza delle vere dinamiche del settore, ma contro le quali è sempre più scomodo intervenire da parte di tutti i partecipanti del settore. Ed anche in relazione al fatto che la Conferenza Unificata in cui tutti speravano, nessuno escluso, non sta dando assolutamente una mano: anzi, continua a complicarsi questo fantomatico accordo da tutti auspicato, ma che in realtà forse interessa solamente il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta e nessun altro.

Una contrazione del gioco d’azzardo legale

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Troppo spesso, ultimamente, ci si è trovati a parlare dei casino online e del mondo del gioco d’azzardo e delle ordinanze restrittive che le Regioni e le Amministrazioni Comunali hanno creato per “mettere il settore alle corde” e costringerlo a rifugiarsi in luoghi periferici che, certamente, non corrispondono alle caratteristiche commerciali (e finanziarie) che gli operatori del gioco avevano in mente. Sempre di più questo discorso viene alla luce, posto che la Conferenza Unificata ancora non è riuscita a “partorire” qualcosa di interessante per tutti gli attori che partecipano a questo accordo.
Ma a parte questo, la problematica che si presenta è che tutte queste restrizioni non porteranno solamente ad un indebolimento (o sparizione) del settore ludico, ma concretizzeranno una “migrazione del gioco” dalla rete lecita a quella illegale. Si sa che il giocatore quando decide o vuole giocare trova il luogo e l’orario per farlo ed, in fondo in fondo, non si pone tanto il problema se lo fa in punto lecito oppure no. Quindi, i risultati effettivi di tutte queste ordinanze comunali a cosa serviranno?
Per le associazioni che tutelano gli operatori del gioco, a ben poco. Sopratutto per As.Tro che mette in evidenza la correlazione tra contrazione dell’offerta legale di gioco e diffusione degli apparecchi illeciti, come peraltro è già successo in tante Regioni. Ed allora: possibile che l’Esecutivo non abbia profondamente pensato a questo grave risvolto? Oppure per accontentare gli Enti Locali si dovrà proprio vedere il “disfacimento” della filiera del gioco e di tutto quello che ci gravita attorno? La seconda ipotesi, purtroppo, sembrerebbe quella più realistica anche se è ben triste vedere un settore che potrebbe procurare benessere, per tutte le risorse che impiega, andare “a gambe all’aria”!
Bisogna prendere atto che da quando le restrizioni per il gioco sono aumentate, di pari passo è cresciuta la presenza dei cosiddetti “totem” che propongono gioco non autorizzato, ma assai dinamico ed aggiornato in grado di raccogliere in modo più che rapido le esigenze e le preferenze dei giocatori.
La presenza di queste apparecchiature che riescono a proporre un’offerta di gioco “interessante”, rappresentano “l’attuale nemico n.1” del gioco pubblico ed il grave è che questo “nemico” continua a cresce esponenzialmente, sino a quando non si riuscirà più a tenergli testa! E la crescita di queste apparecchiature di gioco non autorizzate è evidente ed a questo punto diventa lecito domandarsi sulla capacità delle nostre Forze dell’Ordine di reprimere questo fenomeno e sulla efficacia della “risposta sanzionatoria” che questi “totem” (ovviamente i loro titolari) riusciranno a sopportare. L’unico dato certo è che sono in netta ed assoluta concorrenza con le apparecchiature lecite che, ahimè, devono seguire ogni sorta di norma restrittiva che va dal distanziometro, agli orari, ai limiti di puntata.
Oltre a questo, che è diventato per il gioco e per le opinioni sui casino online legali aams “ordinaria amministrazione”, si va a contrapporre la difficoltà da parte delle Forze dell’Ordine di far perseguire dalla magistratura (penale o sanzionatoria) i soggetti titolari dei cosiddetti “totem” posto che vi sono difficoltà nella individuazione della condotta che si va ad accertare. Infatti, dall’esame della recente giurisprudenza che si è formata in questa materia, emerge questa oggettiva difficoltà di interpretare le norme in essere che fanno “trovare” scappatoie… anche quando sembra non possano esistere. Ma questa è la normativa del gioco, complicata ed “ingarbugliata”, materia che nessuno ha voluto o saputo “districare”.

Il gioco d’azzardo negativo che fa male a tutti

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Nord e Sud: tutto il “mondo” è Paese! Si continuano a contare presenze inquietanti di gioco illecito e casino migliori online sul nostro territorio e questo “in barba” alle ordinanze esistenti, anzi, forse sopratutto per quelle ordinanze così restrittive che “obbligano” il gioco illegale a “procreare e moltiplicarsi”. Eccoci, di conseguenza, ancora nella città di Bolzano per riferire di una operazione condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bolzano che ha rilevato ben 45 apparecchi da intrattenimento illegali, di cui 40 totem, situati all’interno di diversi bar sul territorio altoatesino.
Come si dice “fatta la legge trovato l’inganno”: i gestori di queste apparecchiature sequestrate avevano ben studiato il sistema per eludere i controlli. Gli apparecchi sembravano promuovere e consentire solo le ricariche telefoniche e TV, oppure per acquistare beni e servizi su internet. Ma nello stesso momento, con accorgimenti illeciti che venivano sottoposti ai giocatori, le stesse apparecchiature riuscivano a collegarsi con le piattaforme di gioco online estere, e certamente non autorizzate dai Monopoli di Stato: molte piattaforme, peraltro stabilite nei cosiddetti “paradisi fiscali”.
La partecipazione, quindi, al gioco illegale ed ai casino online con bonus illegali risultava consentita a tutti i giocatori senza tenere conto minimamente se fossero minori o meno ed anche senza limite di giocata. Dopo gli accessi della Guardia di Finanza il tutto veniva comunicato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la segnalazione di diciotto esercenti e quattro distributori che rischiano sanzioni complessive per 2.140.000 euro, oltre naturalmente al sequestro delle apparecchiature di gioco. La Guardia di Finanza proseguirà nelle indagini per risalire ai titolari delle piattaforme estere: rischiano sanzioni da 50mila a 100mila euro per ogni apparecchio sequestrato.
Dal Nord passiamo poi al Sud, ma per il gioco ed i siti di casino online italiani legali nulla cambia! Una vasta operazione contro la ‘Ndrangheta nella zona di Catanzaro, ha portato a rintracciare, in mezzo ai beni sequestrati, anche una società per la distribuzione di slot machine. La stessa operazione ha portato all’arresto di 46 persone con le accuse di associazione di tipo mafioso, estorsione, violazione in materia di armi, esercizio abusivo del credito, usura. Tutti reati aggravati dalla modalità mafiosa e si è potuto attestare che, in queste azioni criminose, erano coinvolti gli apparati politico-amministrativi del territorio calabrese.
Quindi, nella nostra bella Penisola non c’è distinzione di territorio! Nord o Sud, ma anche negli altri punti cardinali il gioco illecito lo si trova sempre ed, oltre tutto, sempre ben agguerrito ed organizzato. E dopo “un passo in avanti” della legalità quando questa pensa di aver messo dei paletti per organizzare al meglio il settore, ci si trova di fronte a delle “invenzioni” della criminalità poste in essere proprio per aggirare quei “paletti” o quelle “normative” che con tanta fatica da parte della legge (sopratutto per la burocrazia) si sono studiati e messi in circolazione.
A volte è scoraggiante vedere con quanta innovazione ci si trova davanti a truffe od “aggiramento degli ostacoli” messe “così bene” in funzione… Ma quello che importa è che le nostre Forze dell’Ordine, di qualsiasi comparto siano, sono pronte a sconfiggere questi orditi criminosi. Certamente, alla Giustizia sembrerà di essere a volte Don Chisciotte contro i mulini a vento per quanta veemenza si mette in campo per controbattere la malavita e per la proporzione dei risultati: ma è sempre la perenne lotta tra “guardia e ladri” che si ripete incessantemente.

Il futuro del casinò di saint vincent

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C’era una volta… tanti e tanti anni fa, si parla del 2009, quando una Regione (Valle d’Aosta) che per arrivare a “possedere il suo” resort casinò e casino online legale si andò ad indebitare con una cifra cospiqua. Certamente, una scelta assai azzardata ma mossa esclusivamente dal desiderio di poter avere nel futuro (di allora) una situazione migliore di quella in cui si stava “dibattendo” il casinò a causa della crisi degli incassi che ormai da anni stava colpendo la Casa da Gioco valdostana. E questo percorso, ancora ai nostri giorni, impegna e non poco il futuro del Saint Vincent Resort & Casinò che per guardare al suo prossimo futuro (di oggi) deve fare anche il conto con il suo passato.
Per questo si rappresentano nell’immediato giornate cruciali piene di riflessioni, decisioni ed obbiettivi anche legati al casino online italiano legale aams che sembrano sempre più irraggiungibili, posto che i risultati dell’investimento di allora non ha “raggiunto” lo scopo che ci si era prefissi. Onestamente, però, non si può sapere come sarebbe la situazione del Casinò oggi in assenza di quella importantissima e pesantissima ristrutturazione. Un altro elemento che pesa sulla società è un indebitamento pesante che sta pressando il nuovo management della Casa da Gioco, in carica da poco più di un anno. I vertici aziendali, in questi ultimi mesi, si sono adoperati per ridurre le perdite anche se questi interventi sono stati proiettati facendo leva sul costo del personale e non su altre voci di bilancio e questo ha suscitato parecchie critiche da chi pensava si potesse intervenire altrove. In ogni caso, il rilancio degli incassi non “si è presentato” e, quindi, anche questo ha contribuito ad “attirare ulteriore criticità”.
Ma non bisogna dimenticare che la difficile situazione degli incassi del Casinò di Saint Vincent e del suo casino su internet “viene da lontano” ed anche dalla sua “provenienza geografica”, visto che la graziosa cittadina termale ha perso un po’ del suo appeal turistico. Per quello, invece, che riguarda il gioco in generale, il moltiplicarsi delle sale da gioco che offrono le apparecchiature da intrattenimento non ha certamente contribuito a rendere la vita facile al Casinò, così come l’allontanamento da questa imponente Casa da Gioco dei grandi giocatori forse anche per la sua posizione “logistica” non certamente comoda da raggiungere.
Si è fatto un quadro della situazione attuale del Casinò di Saint Vincent e del suo casino online migliore, poiché la politica valdostana viene chiamata ad intervenire nuovamente per risolvere, o quanto meno per cercare di risolvere, il problema della liquidità della Casa da Gioco. Ci saranno ulteriori confronti ai tavoli politici e sindacali perché la situazione del Casinò andrà affrontata certamente, ma certamente andrà trovata una soluzione e si è certi che il tempo delle polemiche sia ormai finito. Non occorre più ormai dare colpe o responsabilità ad uno od all’altro, ma servirà tracciare un percorso “di recupero” ben definito e con strategie mirate che non vadano a colpire, però, un solo comparto della struttura ma comprendano tutto l’insieme. Bisognerà, infatti, che ognuno faccia uno sforzo e si assuma le proprie responsabilità e che, tutti insieme, abbiano una visione strategica del futuro in modo realistico e che questo renda accettabile ulteriori sacrifici od altri investimenti.

La dura vita del gioco d’azzardo nel 2017

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Dal mese di dicembre è partita una nuova concessione per il Gioco del Lotto che è stata attribuita a Lottomatica: inizia un nuovo capitolo nella sua storia che va a guardare ad un futuro con un’ottica ottimistica, considerando il rapporto che già esiste tra il regolatore e l’operatore come ad esempio i siti legali di casino online. Questa nuova concessione avrà un soggetto “multiplo” all’interno del quale Lottomatica avrà un ruolo primario accanto ad altri soggetti imprenditoriali che rappresentano una dimensione importante poiché significa che il Gioco del Lotto è per tutti i cittadini, come è sempre stato nella sua storia.
Questo gioco, e si crede che quasi tutti lo sappiano, ha una tradizione lunghissima e presenta caratteristiche particolari come la velocità di svolgimento che lo rende forse diverso dagli altri giochi cosiddetti “di azzardo”: forse, questa particolarità lo ha messo al riparo rispetto alle polemiche immense ed alle strumentalizzazioni che oggi imperversano nei confronti del mondo-gioco. Anche se, onestamente, non è sempre stato questo il modo di rapportarsi a questo gioco, visto che molti grandi pensatori consideravano una arretratezza culturale il fatto di ricorrere alla sorte giocando proprio al Lotto.
Oggi, ci si trova a fronteggiare il fenomeno dei casino online affidabili non più prorogabile dell’assestamento della offerta di gioco in generale. Non da tutti questo mondo del gioco d’azzardo lecito viene accettato e, quindi, continuano a nascere iniziative per bloccarlo e per non farlo crescere: anzi, forse, per eliminarlo completamente dal nostro territorio. Ecco perchè da tempo le varie Regioni stanno mettendo in pratica regolamenti per ostacolare quasiasi forma di divertimento che, però, tanti cittadini desiderano che continui ad esistere. Ultima nella particolare lista delle città che prenderanno provvedimenti contro il gioco è Roma, la nostra Capitale, che si sta organizzando per un regolamento che diventerà effettivo dal prossimo febbraio 2017. Ovviamente, la bozza è già nelle mani degli uffici competenti. Per Natale i Municipi di Roma dovrebbero trasmettere le loro osservazioni che, però, non saranno vincolanti mentre, relativamente alla bozza, si attende di conoscere i pareri dei dipartimenti delle Politiche Sociali e delle Attività produttive.
L’attenzione del contenuto della proposta va ad indirizzarsi al divieto del gioco anche nei migliori casino online nel centro storico, ma questo come messaggio di “rinforzo” rispetto a tutto il resto: per non dimenticarsi che il centro di Roma è Patrimonio dell’Unesco e come tale deve essere soggetto ad una particolare tutela ambientale diversa dal resto della Capitale. Per quanto riguarda le altre zone della città, al di fuori del centro storico, varrà il distanziometro di 500 metri che verrà messo in pratica ovunque, e vista anche la lunga lista di “luoghi sensibili” che sono stati previsti, questo dovrebbe mettere al sicuro tutta la città. (sempre che non subentri “qualche Tar” che vanifichi questi “particolari elenchi di luoghi sensibili” come è già successo!)
In più, bisognerà tenere presente anche le zone periferiche di Roma: nei quartieri si darà più forza ai centri di aggregazione e non quindi ai casino online con vincite in denaro e lì si andranno ad istituire aree pedonali per le quali, nel regolamento, è previsto il divieto di installare apparecchi da gioco. L’obbiettivo è quello di ricreare un tessuto sociale sano, vissuto bene dai giovani e nel quale non dovrebbe assolutamente entrarci il gioco d’azzardo che, ovviamente, secondo i detrattori non dovrebbe proprio esistere in nessuna parte del territorio nazionale e non solo romano.

Turismo e gioco d’azzardo vanno a braccetto felici

turismo e gioco d'azzardo

Il progetto Ivipro può essere, senza dubbio, una grande innovazione tecnologica che abbina i videogame ed i migliori casino online alla “promozione” del territorio italiano: sembrerebbe essere un discorso particolarmente strano ed azzardato, ma chi conosce anche solo un poco il mondo dei videogame sa che possono essere non solo semplice intrattenimento, ma anche un “veicolo” per promuovere buone cause, far conoscere periodi storici assolutamente dimenticati, o sconosciuti dai più giovani, od anche come promozione turistica di un particolare territorio.

È proprio il caso di questo progetto Italian Videogame Program, Ivipro, frutto dell’accordo stretto ai primi di settembre fra Italian Film Commission, coordinamento nazionale che riunisce 17 Film Commission presenti sul territorio, e che si occupano di fornire servizi nell’ambito della produzione cinematografica, e Aesvi, associazione di categoria che rappresenta gli sviluppatori e gli editori di videogiochi che opera in Italia.

Andrea Dresseno, responsabile dell’Archivio videoludico della Cineteca di Bologna e critico. è uno degli ideatori di questo progetto che vuole raccontarne le modalità e gli scopi: il progetto è in corso di studio da qualche tempo e si avvale di un team di collaboratori al quale hanno aderito Aesvi e Ifc supportandolo e puntando, innanzitutt, sul fatto che il videogioco può essere uno strumento particolare per valorizzare il territorio al pari degli “altri media” e può raccontare storie e luoghi in modo particolarmente dettagliato.

Il progetto è nato proprio dallo studio di alcuni giochi, come per esempio Assassin’s creed 2, ambientato nel Rinascimento italiano dove sono state ricostruite digitalmente le città di Firenze, Forlì, San Gimignano, Monteriggioni, posti che sono arrivati agli occhi di milioni di giocatori che, magari, non avevano mai avuto la possibilità di vedere e visitare questi posti. Un’altra considerazione della quale si è tenuto conto, in questo progetto, è che la città di Monteriggioni, dopo la pubblicazione del videogame ha aggiunto al suo sito turistico anche un percorso sulle orme di “Assassin’s creed”.

Quindi, al pari del cinema, si potrebbe dire che anche l’industria del gioco potrebbe diventare una “macchina dell’immaginario” che potrebbe anche spingere coloro che vedono questi luoghi con il videogame, a volerli poi visitare personalmente. Il percorso del progetto Ivipro parte da quattro regioni: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Trentino Alto Adige. Le film commission, di fatto, hanno già un database legato al territorio ai fini cinematografi che verrà poi potenziato ed utilizzato anche in chiave videoludica, evidenziando le location che si prestano a diventare uno scenario per videogame, principalmente luoghi ed eventi legati alla nostra cultura.

L’obbiettivo principale, e di grande supporto, è il dialogo con gli Enti che lavorano sul territorio, film commission e sviluppatori e metterli in “connessione” in modo che, così, nel database di Ivipro si potranno trovare gallerie fotografiche dei luoghi e testi che possono fornire spunti narrativi, leggende ed eventuali racconti e questo ha pure un altro obbiettivo socialmente interessantissimo: quello di salvare non solo la memoria dei luoghi, ma anche quella dei cittadini che, intervistati, potranno fornire materiale in più per gli sviluppatori, facendo in modo che gli stessi contenuti vadano a valorizzare il patrimonio in chiave videoludica. Un bel progetto, pieno di creatività, fantasia, abilità, tecnologia. Il gioco è anche e sopratutto questo.

Il gioco d’azzardo pretende regole certe

regole del gioco d'azzardo

Obbiettivamente, non si riesce a comprendere quale e come sarà il futuro del gioco: quello che, invece, è molto ben chiaro è che il gioco ha necessità assoluta di chiarezza come “aria per respirare”, di regole certe e di divertimento, motivo per il quale è stato creato. Entrambe le cose stanno mancando a questo settore perché di regole e riforme ancora non se ne parla in senso concreto e tutto naviga a vista senza certezze ed il divertimento, a dire dei più, sembrerebbe non fare parte del comparto del gioco in quanto lo stesso provocherebbe solo conseguenze negative.

Ma chi è obbiettivo sa perfettamente che non è così, e se si guarda un po’ al di là del proprio orticello si può anche vedere che il programma delle gaming hall potrebbe essere positivo laddove in queste “sale dedicate” vi siano giochi non “aggressivi”, socializzazione ed anche giochi senza vincite in danaro,tipo il flipper che si sta riguadagnando posizioni in ordine alla classifica dei giochi e sta riconquistando i cuori di coloro che, decenni indietro, hanno vissuto emozioni con questo sfavillante gioco che offriva sfide, tornei e record con i quali cimentarsi.

Però, non tutti sono della stessa opinione sui casino online: le sale dedicate sembrano essere raffigurate come “lager” in cui i giocatori sono costretti ad estraniarsi dal “mondo civile” ed abbandonati in una zona che porterebbe una forma di degrado ed un “abbruttimento” personale, dovendo misurarsi “solo ed esclusivamente con la macchinetta” ed obbligando, quasi, il giocatore ad una battaglia in solitario contro un’apparecchiatura meccanica.

Questa è la visione più pessimistica delle sale dedicate che si possa aver letto e, certamente, questa descrizione è stata stilata da chi il gioco non lo ama e vede, anche, i giocatori come personaggi “perduti nel loro mondo”, asociali, dipendenti e privi di qualsiasi voglia di socializzazione. Invece le gaming hall rappresenteranno probabilmente una sorta di “mini casinò” nei quali la socializzazione dovrebbe fare la “parte del leone” insieme con gli incontri con persone di diverse vedute ed appassionati di giochi diversi: e, si ribadisce, fans di “vecchi giochi” senza vincita in danaro che creano solo emozione e voglia di misurare la propria astuzia e la propria sagacia.

Ma per ottenere questo “divertimento” e questa tranquillità nel settore, indubbiamente, tutti hanno bisogno di certezze normative: sia gli operatori che devono sapere se investire ancora nel settore, fare programmi per il futuro, studiare la forma per incentivare la propria clientela ed accompagnare il gioco con qualche evento interessante, sia i giocatori che devono finalmente sapere dove è lecito giocare in modo regolare e legale, in che ora possono giocare ed in che giorni lo possono fare. In fondo tutti “non chiedono la luna”, ma solo una società che dà sicurezza, fiducia e legalità.

Tutto questo lo si aspetta dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali: il mondo del gioco d’azzardo “ed i suoi giocatori” se lo aspettano. Che finalmente finiscano le tanto inutili diatribe tra Governo ed Amministrazioni che hanno portato alla situazione attuale di estremo disagio per tutti gli addetti ai lavori e che mettano anche fine alla “paura” che sta percorrendo le risorse che lavorano in questo settore e che non sanno se “il mattino successivo avranno ancora un lavoro oppure no”.

Slot Machine e Bitcoin: Possibile nel regno unito

slot machine con bitcoin

Visto che il mondo del gioco d’azzardo ha bisogno di novità, di modernizzazione ed innovazione, a volte è necessario guardare anche in qualche altro Paese come viene affrontato il settore e come vengono risolte le problematiche che si rappresentano. Non sempre “in casa nostra” si può risolvere o pensare di risolvere tutto e, quindi, può servire fruire dell’esperienza altrui per fare qualche passo in avanti od, almeno, valutare se i passi in avanti fatti da altri sono positivi o negativi e, sopratutto, se possono essere applicati nel nostro ordinamento vigente (e qui, trattandosi di gioco, questa parola è un eufemismo).

Ora, “ci piace” guardare il Regno Unito dove si apre la tematica sull’uso della moneta elettronica nelle slot machine. Certamente, quel Paese guarda avanti, anche nei giochi e così un settore oltremodo “conservatore” come quello del gioco fisico, propone l’impiego di sistemi di pagamento elettronici anche per le slot machine. Infatti, Bacta, associazione di categoria che rappresenta gli operatori di questo settore là conosciuti come “apparecchi di categoria C”, sta studiando ed elaborando proposte per introdurre l’uso della carta di debito sulle Awp nel Regno Unito.

L’iniziativa di Bacta su questo progetto discende dalla preoccupazione per la crescita dei sistemi di pagamento cashless, sopratutto tra i più giovani e questo fenomeno potrebbe far perdere, secondo l’associazione, nel prossimo futuro parecchi clienti. Ecco perché questo progetto è “balzato in prima fila” nell’agenda dell’associazione che ne discuterà in modo approfondito in occasione dei prossimi incontri. Bisogna ricordare, però, che in Europa esiste una legislazione simile a quella del Regno Unito dove si vieta l’uso diretto di carte di debito nelle Awp e per questo motivo altre associazioni di categoria europee sono preoccupate di questa particolare evoluzione.

È uscito sulla rivista InterGame un articolo specifico sulla materia, curato dal segretario generale di Euromat, federazione europea delle associazioni di categoria del gioco terrestre, nel quale si spiega che le “macchinette” sono tradizionalmente un cashgame. Per questo motivo, il fallimento di un’iniziativa mirata ad un futuro senza contanti potrebbe concretizzarsi con una diminuzione di fatturato. Controbatte Bacta che vi è stato un aumento accelerato di pagamento senza contanti effettuato da giocatori al di sotto dei 40 anni, personaggi che rappresentano i futuri clienti, e questo rappresenta un problema: le preoccupazioni di Bacta sono rivolte all’uso del contanti nelle macchine presenti nei pub, nelle sale da gioco e nei punti gioco per adulti, dove la possibilità di bancomat è più diffusa. Differente è la situazione, invece, dei pub.

In Italia si parla già da un po’ di tempo di introdurre i sistemi di pagamento elettronici in sostituzione della “moneta sonante”, poiché questo comporterebbe la tracciabilità e rappresenterebbe senza dubbio un ostacolo per i furti negli apparecchi. Ma ai pro si controbatte con un “contro” importante”: che ne sarebbe del ruolo dei gestori di slot che sino a qualche tempo fa venivano definitivi “terzi incaricati alla raccolta delle giocate”, proprio per far intendere quanto fosse determinante la raccolta delle monete tra le attività della filiera e quasi ne identificava una particolare categoria. Ecco perché gli operatori del gioco in Italia intendono mantenere la moneta fisica, ed i giocatori italiani la adorano perché permette il non controllo e l’anonimato. Due buoni motivi per far rimanere “le cose come stanno”.

La vera realtà del gioco d’azzardo

realtà gioco d'azzardo

Veramente del gioco è stato detto tutto ed a volte anche a sproposito, ma ancora una volta “ci piace” guardarlo, e bene, da vicino e cercare di capire quale sia la sua “vera realtà”. Questo cercando di non prendere posizione sul “gioco sì, gioco no, gioco forse”, ma semplicemente cercando invece di capire il gioco pubblico cos’è. Forse è quel settore difficile da risistemare, regolamentare, ridistribuire visto che si deve assistere ancora oggi “ad un teatrino politico” tra Esecutivo ed Enti Locali. O forse si tratta, invece, di una “grande industria” che pur legata ad elementi di rischio che non si vuole assolutamente tralasciare o dimenticare, porta in sé tecnologia, innovazione e tanta professionalità.

Oppure, ancora, si può dire che il mondo del gioco pubblico è come il “Paese delle Meraviglie” e porta con sé sorrisi ed emozioni come ha fatto per intere generazioni proprio il flipper che è un argomento di questi giorni. Insomma, si può dire che la vera realtà del gioco è l’insieme di tutto questo e lo rappresenta senza esclusioni: è come una enorme contenitore che raggruppa fattori diversi e dove ognuno merita attenzione e, sopratutto, una adeguata “trattazione”. Per questo motivo sembra giusto dire che non sia assolutamente pensabile ridurre tutto ad un “unico problema” oppure pensare ad una soluzione che vada bene per tutti i giochi in generale.

Non si può, quindi, pensare ad una soluzione che possa far scomparire completamente il settore, oppure che lo faccia rimanere così come si sta trascinando ora, perché questo non è certamente possibile, oppure non si può prendere in esame qualche soluzione più che bizzarra “messa sul piatto” da qualche politico in tanti dibattiti solo magari per “acciuffare qualche voto in più”. Di queste soluzioni il gioco può farne volentieri a meno, anche perché merita una attenzione particolare per quello che rappresenta per il nostro Paese e per una parte di cittadini che con esso lavora, studia, crea e produce.

Quello che è evidente è che, senza ombra di dubbio, la materia del gioco è altamente complessa e come tale non può avere soluzioni elementari. Né, però, può essere sempre sottoposto a provvedimenti di urgenza come sta succedendo da ormai troppo tempo con leggi, leggine e regolamenti che nascono come funghi e che non fanno altro che aumentare le problematiche e la gestione del settore. Da qui, dalle difficoltà che continuano a crescere, nasce la necessità di un riordino e di una riforma generale di questo settore, ma ci vorrà una “grande” riforma che sia in grado di dissipare, una volta per tutte, le questioni che per troppo tempo si sono lasciate “volutamente” aperte.

Il riferimento non è sottinteso, ma è proprio indirizzato alle leggi regionali ed ai regolamenti comunali che dovranno per forza trovare un equilibrio perché stanno mettendo in ginocchio tante “aziendine ludiche” che in questo settore riescono a credere ancora e riescono ancora ad investire nonostante il futuro che sta tracciando il Governo non sia per loro né roseo, né sereno ma lastricato di ostacoli che si intrecciano ogni giorno di più rendendo il percorso e la vita del gioco pubblico sempre più difficile. Invece, il gioco illegale è lì che se la ride… ed aspetta.

In arrivo un gioco d’azzardo tutto da scoprire

nuovo gioco d'azzardo

La settimana scorsa ha visto il mondo del gioco interprete (quasi) principale in diverse “rappresentazioni”: quella politica, quella industriale ed anche quella di grande socializzazione. Insomma si ritorna ai vecchi adagi “Parlarne bene o male, basta parlarne”. E così, in effetti, è stato e da questi giorni passati ed archiviati “ci piace” estrarre contenuti e riferimenti utili a qualche ulteriore riflessione su questo mondo del quale sembra sia già stato detto e discusso tutto, ma nel quale si scopre ancora qualcosa che vale la pena di valutare.

Ormai, si è già detto che la Conferenza Unificata ha messo in scena l’ultimo (ed ulteriore) atto della sua rappresentazione quasi di “commedia all’italiana” che rivela prima un ciclo di lavori in corso sul riordino del gioco e poi fa slittare la discussione della riforma senza neppure “aprire il copione e discuterlo”, solo mettendo in atto un ulteriore slittamento. Meno male che durante gli stessi giorni alla Casa del Cinema di Villa Borghese lo stesso settore veniva proposto come case history interessante da un punto di vista tecnologico ed intrigante per via delle peculiarità in termini di ricerca e di marketing.

In questa ultima sede, e meno male, veniva dato grande rilievo alla valenza strategica ed industriale di una filiera che, nonostante sia angosciata dai noti problemi che la affliggono da un bel po’, ha ancora la forza di preventivare investimenti sul futuro anche se lo stesso non è per nulla chiaro e trasparente viste le aspettative che una eventuale “rifondazione della distribuzione del gioco” potrebbe riversarsi sul settore. Non da poco anche considerare che il mondo gioco impiega tantissimi talenti e stimola indubbiamente processi creativi in modo probabilmente anche superiore ad altri settori che si occupano di servizi.

La stessa settimana ha anche regalato ai più anche un aspetto ludico e di intrattenimento sintomo che ancora oggi il mondo del gioco “produce” quello per cui è stato “creato”: il puro e sano divertimento unito naturalmente alle emozioni. Questo lo ha fatto, ed anche molto bene, la Social Media Week a Roma, mostrando il gioco del flipper che è finito per diventare una sorta di attore protagonista della kermesse attirando anche l’attenzione di personaggi dello spettacolo oltre a quella del pubblico.

Non poteva poi mancare il fine settimana che ha animato il litorale di Ostia dove si è proposto un torneo di flipper sportivo che anche grazie alla presenza dell’invincibile Campione del Mondo in carica, Daniele Acciari, ha portato dai ricordi ed alla ribalta di oggi il più antico dei giochi a moneta e sopratutto ha ricordato, con questo “vecchio e sano gioco” il valore dell’intrattenimento e della socializzazione che sono l’obbiettivo principale del gioco stesso. Intrattenimento e socializzazione sempre più indispensabili nella nostra società attuale che provengono in ogni caso sempre dalla stessa industria del gioco: quella che viene troppo spesso etichettata in via del tutto generale come “azzardo”, che non ha distinzioni di sorta e che viene ancora oggi “demonizzata” e “discriminata” nonostante sappia far riaffiorare antiche e magiche emozioni.