Turismo e gioco d’azzardo vanno a braccetto felici

turismo e gioco d'azzardo

Il progetto Ivipro può essere, senza dubbio, una grande innovazione tecnologica che abbina i videogame ed i migliori casino online alla “promozione” del territorio italiano: sembrerebbe essere un discorso particolarmente strano ed azzardato, ma chi conosce anche solo un poco il mondo dei videogame sa che possono essere non solo semplice intrattenimento, ma anche un “veicolo” per promuovere buone cause, far conoscere periodi storici assolutamente dimenticati, o sconosciuti dai più giovani, od anche come promozione turistica di un particolare territorio.

È proprio il caso di questo progetto Italian Videogame Program, Ivipro, frutto dell’accordo stretto ai primi di settembre fra Italian Film Commission, coordinamento nazionale che riunisce 17 Film Commission presenti sul territorio, e che si occupano di fornire servizi nell’ambito della produzione cinematografica, e Aesvi, associazione di categoria che rappresenta gli sviluppatori e gli editori di videogiochi che opera in Italia.

Andrea Dresseno, responsabile dell’Archivio videoludico della Cineteca di Bologna e critico. è uno degli ideatori di questo progetto che vuole raccontarne le modalità e gli scopi: il progetto è in corso di studio da qualche tempo e si avvale di un team di collaboratori al quale hanno aderito Aesvi e Ifc supportandolo e puntando, innanzitutt, sul fatto che il videogioco può essere uno strumento particolare per valorizzare il territorio al pari degli “altri media” e può raccontare storie e luoghi in modo particolarmente dettagliato.

Il progetto è nato proprio dallo studio di alcuni giochi, come per esempio Assassin’s creed 2, ambientato nel Rinascimento italiano dove sono state ricostruite digitalmente le città di Firenze, Forlì, San Gimignano, Monteriggioni, posti che sono arrivati agli occhi di milioni di giocatori che, magari, non avevano mai avuto la possibilità di vedere e visitare questi posti. Un’altra considerazione della quale si è tenuto conto, in questo progetto, è che la città di Monteriggioni, dopo la pubblicazione del videogame ha aggiunto al suo sito turistico anche un percorso sulle orme di “Assassin’s creed”.

Quindi, al pari del cinema, si potrebbe dire che anche l’industria del gioco potrebbe diventare una “macchina dell’immaginario” che potrebbe anche spingere coloro che vedono questi luoghi con il videogame, a volerli poi visitare personalmente. Il percorso del progetto Ivipro parte da quattro regioni: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Trentino Alto Adige. Le film commission, di fatto, hanno già un database legato al territorio ai fini cinematografi che verrà poi potenziato ed utilizzato anche in chiave videoludica, evidenziando le location che si prestano a diventare uno scenario per videogame, principalmente luoghi ed eventi legati alla nostra cultura.

L’obbiettivo principale, e di grande supporto, è il dialogo con gli Enti che lavorano sul territorio, film commission e sviluppatori e metterli in “connessione” in modo che, così, nel database di Ivipro si potranno trovare gallerie fotografiche dei luoghi e testi che possono fornire spunti narrativi, leggende ed eventuali racconti e questo ha pure un altro obbiettivo socialmente interessantissimo: quello di salvare non solo la memoria dei luoghi, ma anche quella dei cittadini che, intervistati, potranno fornire materiale in più per gli sviluppatori, facendo in modo che gli stessi contenuti vadano a valorizzare il patrimonio in chiave videoludica. Un bel progetto, pieno di creatività, fantasia, abilità, tecnologia. Il gioco è anche e sopratutto questo.

Il gioco d’azzardo pretende regole certe

regole del gioco d'azzardo

Obbiettivamente, non si riesce a comprendere quale e come sarà il futuro del gioco: quello che, invece, è molto ben chiaro è che il gioco ha necessità assoluta di chiarezza come “aria per respirare”, di regole certe e di divertimento, motivo per il quale è stato creato. Entrambe le cose stanno mancando a questo settore perché di regole e riforme ancora non se ne parla in senso concreto e tutto naviga a vista senza certezze ed il divertimento, a dire dei più, sembrerebbe non fare parte del comparto del gioco in quanto lo stesso provocherebbe solo conseguenze negative.

Ma chi è obbiettivo sa perfettamente che non è così, e se si guarda un po’ al di là del proprio orticello si può anche vedere che il programma delle gaming hall potrebbe essere positivo laddove in queste “sale dedicate” vi siano giochi non “aggressivi”, socializzazione ed anche giochi senza vincite in danaro,tipo il flipper che si sta riguadagnando posizioni in ordine alla classifica dei giochi e sta riconquistando i cuori di coloro che, decenni indietro, hanno vissuto emozioni con questo sfavillante gioco che offriva sfide, tornei e record con i quali cimentarsi.

Però, non tutti sono della stessa opinione sui casino online: le sale dedicate sembrano essere raffigurate come “lager” in cui i giocatori sono costretti ad estraniarsi dal “mondo civile” ed abbandonati in una zona che porterebbe una forma di degrado ed un “abbruttimento” personale, dovendo misurarsi “solo ed esclusivamente con la macchinetta” ed obbligando, quasi, il giocatore ad una battaglia in solitario contro un’apparecchiatura meccanica.

Questa è la visione più pessimistica delle sale dedicate che si possa aver letto e, certamente, questa descrizione è stata stilata da chi il gioco non lo ama e vede, anche, i giocatori come personaggi “perduti nel loro mondo”, asociali, dipendenti e privi di qualsiasi voglia di socializzazione. Invece le gaming hall rappresenteranno probabilmente una sorta di “mini casinò” nei quali la socializzazione dovrebbe fare la “parte del leone” insieme con gli incontri con persone di diverse vedute ed appassionati di giochi diversi: e, si ribadisce, fans di “vecchi giochi” senza vincita in danaro che creano solo emozione e voglia di misurare la propria astuzia e la propria sagacia.

Ma per ottenere questo “divertimento” e questa tranquillità nel settore, indubbiamente, tutti hanno bisogno di certezze normative: sia gli operatori che devono sapere se investire ancora nel settore, fare programmi per il futuro, studiare la forma per incentivare la propria clientela ed accompagnare il gioco con qualche evento interessante, sia i giocatori che devono finalmente sapere dove è lecito giocare in modo regolare e legale, in che ora possono giocare ed in che giorni lo possono fare. In fondo tutti “non chiedono la luna”, ma solo una società che dà sicurezza, fiducia e legalità.

Tutto questo lo si aspetta dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali: il mondo del gioco d’azzardo “ed i suoi giocatori” se lo aspettano. Che finalmente finiscano le tanto inutili diatribe tra Governo ed Amministrazioni che hanno portato alla situazione attuale di estremo disagio per tutti gli addetti ai lavori e che mettano anche fine alla “paura” che sta percorrendo le risorse che lavorano in questo settore e che non sanno se “il mattino successivo avranno ancora un lavoro oppure no”.

Slot Machine e Bitcoin: Possibile nel regno unito

slot machine con bitcoin

Visto che il mondo del gioco d’azzardo ha bisogno di novità, di modernizzazione ed innovazione, a volte è necessario guardare anche in qualche altro Paese come viene affrontato il settore e come vengono risolte le problematiche che si rappresentano. Non sempre “in casa nostra” si può risolvere o pensare di risolvere tutto e, quindi, può servire fruire dell’esperienza altrui per fare qualche passo in avanti od, almeno, valutare se i passi in avanti fatti da altri sono positivi o negativi e, sopratutto, se possono essere applicati nel nostro ordinamento vigente (e qui, trattandosi di gioco, questa parola è un eufemismo).

Ora, “ci piace” guardare il Regno Unito dove si apre la tematica sull’uso della moneta elettronica nelle slot machine. Certamente, quel Paese guarda avanti, anche nei giochi e così un settore oltremodo “conservatore” come quello del gioco fisico, propone l’impiego di sistemi di pagamento elettronici anche per le slot machine. Infatti, Bacta, associazione di categoria che rappresenta gli operatori di questo settore là conosciuti come “apparecchi di categoria C”, sta studiando ed elaborando proposte per introdurre l’uso della carta di debito sulle Awp nel Regno Unito.

L’iniziativa di Bacta su questo progetto discende dalla preoccupazione per la crescita dei sistemi di pagamento cashless, sopratutto tra i più giovani e questo fenomeno potrebbe far perdere, secondo l’associazione, nel prossimo futuro parecchi clienti. Ecco perché questo progetto è “balzato in prima fila” nell’agenda dell’associazione che ne discuterà in modo approfondito in occasione dei prossimi incontri. Bisogna ricordare, però, che in Europa esiste una legislazione simile a quella del Regno Unito dove si vieta l’uso diretto di carte di debito nelle Awp e per questo motivo altre associazioni di categoria europee sono preoccupate di questa particolare evoluzione.

È uscito sulla rivista InterGame un articolo specifico sulla materia, curato dal segretario generale di Euromat, federazione europea delle associazioni di categoria del gioco terrestre, nel quale si spiega che le “macchinette” sono tradizionalmente un cashgame. Per questo motivo, il fallimento di un’iniziativa mirata ad un futuro senza contanti potrebbe concretizzarsi con una diminuzione di fatturato. Controbatte Bacta che vi è stato un aumento accelerato di pagamento senza contanti effettuato da giocatori al di sotto dei 40 anni, personaggi che rappresentano i futuri clienti, e questo rappresenta un problema: le preoccupazioni di Bacta sono rivolte all’uso del contanti nelle macchine presenti nei pub, nelle sale da gioco e nei punti gioco per adulti, dove la possibilità di bancomat è più diffusa. Differente è la situazione, invece, dei pub.

In Italia si parla già da un po’ di tempo di introdurre i sistemi di pagamento elettronici in sostituzione della “moneta sonante”, poiché questo comporterebbe la tracciabilità e rappresenterebbe senza dubbio un ostacolo per i furti negli apparecchi. Ma ai pro si controbatte con un “contro” importante”: che ne sarebbe del ruolo dei gestori di slot che sino a qualche tempo fa venivano definitivi “terzi incaricati alla raccolta delle giocate”, proprio per far intendere quanto fosse determinante la raccolta delle monete tra le attività della filiera e quasi ne identificava una particolare categoria. Ecco perché gli operatori del gioco in Italia intendono mantenere la moneta fisica, ed i giocatori italiani la adorano perché permette il non controllo e l’anonimato. Due buoni motivi per far rimanere “le cose come stanno”.

La vera realtà del gioco d’azzardo

realtà gioco d'azzardo

Veramente del gioco è stato detto tutto ed a volte anche a sproposito, ma ancora una volta “ci piace” guardarlo, e bene, da vicino e cercare di capire quale sia la sua “vera realtà”. Questo cercando di non prendere posizione sul “gioco sì, gioco no, gioco forse”, ma semplicemente cercando invece di capire il gioco pubblico cos’è. Forse è quel settore difficile da risistemare, regolamentare, ridistribuire visto che si deve assistere ancora oggi “ad un teatrino politico” tra Esecutivo ed Enti Locali. O forse si tratta, invece, di una “grande industria” che pur legata ad elementi di rischio che non si vuole assolutamente tralasciare o dimenticare, porta in sé tecnologia, innovazione e tanta professionalità.

Oppure, ancora, si può dire che il mondo del gioco pubblico è come il “Paese delle Meraviglie” e porta con sé sorrisi ed emozioni come ha fatto per intere generazioni proprio il flipper che è un argomento di questi giorni. Insomma, si può dire che la vera realtà del gioco è l’insieme di tutto questo e lo rappresenta senza esclusioni: è come una enorme contenitore che raggruppa fattori diversi e dove ognuno merita attenzione e, sopratutto, una adeguata “trattazione”. Per questo motivo sembra giusto dire che non sia assolutamente pensabile ridurre tutto ad un “unico problema” oppure pensare ad una soluzione che vada bene per tutti i giochi in generale.

Non si può, quindi, pensare ad una soluzione che possa far scomparire completamente il settore, oppure che lo faccia rimanere così come si sta trascinando ora, perché questo non è certamente possibile, oppure non si può prendere in esame qualche soluzione più che bizzarra “messa sul piatto” da qualche politico in tanti dibattiti solo magari per “acciuffare qualche voto in più”. Di queste soluzioni il gioco può farne volentieri a meno, anche perché merita una attenzione particolare per quello che rappresenta per il nostro Paese e per una parte di cittadini che con esso lavora, studia, crea e produce.

Quello che è evidente è che, senza ombra di dubbio, la materia del gioco è altamente complessa e come tale non può avere soluzioni elementari. Né, però, può essere sempre sottoposto a provvedimenti di urgenza come sta succedendo da ormai troppo tempo con leggi, leggine e regolamenti che nascono come funghi e che non fanno altro che aumentare le problematiche e la gestione del settore. Da qui, dalle difficoltà che continuano a crescere, nasce la necessità di un riordino e di una riforma generale di questo settore, ma ci vorrà una “grande” riforma che sia in grado di dissipare, una volta per tutte, le questioni che per troppo tempo si sono lasciate “volutamente” aperte.

Il riferimento non è sottinteso, ma è proprio indirizzato alle leggi regionali ed ai regolamenti comunali che dovranno per forza trovare un equilibrio perché stanno mettendo in ginocchio tante “aziendine ludiche” che in questo settore riescono a credere ancora e riescono ancora ad investire nonostante il futuro che sta tracciando il Governo non sia per loro né roseo, né sereno ma lastricato di ostacoli che si intrecciano ogni giorno di più rendendo il percorso e la vita del gioco pubblico sempre più difficile. Invece, il gioco illegale è lì che se la ride… ed aspetta.

In arrivo un gioco d’azzardo tutto da scoprire

nuovo gioco d'azzardo

La settimana scorsa ha visto il mondo del gioco interprete (quasi) principale in diverse “rappresentazioni”: quella politica, quella industriale ed anche quella di grande socializzazione. Insomma si ritorna ai vecchi adagi “Parlarne bene o male, basta parlarne”. E così, in effetti, è stato e da questi giorni passati ed archiviati “ci piace” estrarre contenuti e riferimenti utili a qualche ulteriore riflessione su questo mondo del quale sembra sia già stato detto e discusso tutto, ma nel quale si scopre ancora qualcosa che vale la pena di valutare.

Ormai, si è già detto che la Conferenza Unificata ha messo in scena l’ultimo (ed ulteriore) atto della sua rappresentazione quasi di “commedia all’italiana” che rivela prima un ciclo di lavori in corso sul riordino del gioco e poi fa slittare la discussione della riforma senza neppure “aprire il copione e discuterlo”, solo mettendo in atto un ulteriore slittamento. Meno male che durante gli stessi giorni alla Casa del Cinema di Villa Borghese lo stesso settore veniva proposto come case history interessante da un punto di vista tecnologico ed intrigante per via delle peculiarità in termini di ricerca e di marketing.

In questa ultima sede, e meno male, veniva dato grande rilievo alla valenza strategica ed industriale di una filiera che, nonostante sia angosciata dai noti problemi che la affliggono da un bel po’, ha ancora la forza di preventivare investimenti sul futuro anche se lo stesso non è per nulla chiaro e trasparente viste le aspettative che una eventuale “rifondazione della distribuzione del gioco” potrebbe riversarsi sul settore. Non da poco anche considerare che il mondo gioco impiega tantissimi talenti e stimola indubbiamente processi creativi in modo probabilmente anche superiore ad altri settori che si occupano di servizi.

La stessa settimana ha anche regalato ai più anche un aspetto ludico e di intrattenimento sintomo che ancora oggi il mondo del gioco “produce” quello per cui è stato “creato”: il puro e sano divertimento unito naturalmente alle emozioni. Questo lo ha fatto, ed anche molto bene, la Social Media Week a Roma, mostrando il gioco del flipper che è finito per diventare una sorta di attore protagonista della kermesse attirando anche l’attenzione di personaggi dello spettacolo oltre a quella del pubblico.

Non poteva poi mancare il fine settimana che ha animato il litorale di Ostia dove si è proposto un torneo di flipper sportivo che anche grazie alla presenza dell’invincibile Campione del Mondo in carica, Daniele Acciari, ha portato dai ricordi ed alla ribalta di oggi il più antico dei giochi a moneta e sopratutto ha ricordato, con questo “vecchio e sano gioco” il valore dell’intrattenimento e della socializzazione che sono l’obbiettivo principale del gioco stesso. Intrattenimento e socializzazione sempre più indispensabili nella nostra società attuale che provengono in ogni caso sempre dalla stessa industria del gioco: quella che viene troppo spesso etichettata in via del tutto generale come “azzardo”, che non ha distinzioni di sorta e che viene ancora oggi “demonizzata” e “discriminata” nonostante sappia far riaffiorare antiche e magiche emozioni.