La vera realtà del gioco d’azzardo

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Veramente del gioco è stato detto tutto ed a volte anche a sproposito, ma ancora una volta “ci piace” guardarlo, e bene, da vicino e cercare di capire quale sia la sua “vera realtà”. Questo cercando di non prendere posizione sul “gioco sì, gioco no, gioco forse”, ma semplicemente cercando invece di capire il gioco pubblico cos’è. Forse è quel settore difficile da risistemare, regolamentare, ridistribuire visto che si deve assistere ancora oggi “ad un teatrino politico” tra Esecutivo ed Enti Locali. O forse si tratta, invece, di una “grande industria” che pur legata ad elementi di rischio che non si vuole assolutamente tralasciare o dimenticare, porta in sé tecnologia, innovazione e tanta professionalità.

Oppure, ancora, si può dire che il mondo del gioco pubblico è come il “Paese delle Meraviglie” e porta con sé sorrisi ed emozioni come ha fatto per intere generazioni proprio il flipper che è un argomento di questi giorni. Insomma, si può dire che la vera realtà del gioco è l’insieme di tutto questo e lo rappresenta senza esclusioni: è come una enorme contenitore che raggruppa fattori diversi e dove ognuno merita attenzione e, sopratutto, una adeguata “trattazione”. Per questo motivo sembra giusto dire che non sia assolutamente pensabile ridurre tutto ad un “unico problema” oppure pensare ad una soluzione che vada bene per tutti i giochi in generale.

Non si può, quindi, pensare ad una soluzione che possa far scomparire completamente il settore, oppure che lo faccia rimanere così come si sta trascinando ora, perché questo non è certamente possibile, oppure non si può prendere in esame qualche soluzione più che bizzarra “messa sul piatto” da qualche politico in tanti dibattiti solo magari per “acciuffare qualche voto in più”. Di queste soluzioni il gioco può farne volentieri a meno, anche perché merita una attenzione particolare per quello che rappresenta per il nostro Paese e per una parte di cittadini che con esso lavora, studia, crea e produce.

Quello che è evidente è che, senza ombra di dubbio, la materia del gioco è altamente complessa e come tale non può avere soluzioni elementari. Né, però, può essere sempre sottoposto a provvedimenti di urgenza come sta succedendo da ormai troppo tempo con leggi, leggine e regolamenti che nascono come funghi e che non fanno altro che aumentare le problematiche e la gestione del settore. Da qui, dalle difficoltà che continuano a crescere, nasce la necessità di un riordino e di una riforma generale di questo settore, ma ci vorrà una “grande” riforma che sia in grado di dissipare, una volta per tutte, le questioni che per troppo tempo si sono lasciate “volutamente” aperte.

Il riferimento non è sottinteso, ma è proprio indirizzato alle leggi regionali ed ai regolamenti comunali che dovranno per forza trovare un equilibrio perché stanno mettendo in ginocchio tante “aziendine ludiche” che in questo settore riescono a credere ancora e riescono ancora ad investire nonostante il futuro che sta tracciando il Governo non sia per loro né roseo, né sereno ma lastricato di ostacoli che si intrecciano ogni giorno di più rendendo il percorso e la vita del gioco pubblico sempre più difficile. Invece, il gioco illegale è lì che se la ride… ed aspetta.