Slot Machine e Bitcoin: Possibile nel regno unito

slot machine con bitcoin

Visto che il mondo del gioco d’azzardo ha bisogno di novità, di modernizzazione ed innovazione, a volte è necessario guardare anche in qualche altro Paese come viene affrontato il settore e come vengono risolte le problematiche che si rappresentano. Non sempre “in casa nostra” si può risolvere o pensare di risolvere tutto e, quindi, può servire fruire dell’esperienza altrui per fare qualche passo in avanti od, almeno, valutare se i passi in avanti fatti da altri sono positivi o negativi e, sopratutto, se possono essere applicati nel nostro ordinamento vigente (e qui, trattandosi di gioco, questa parola è un eufemismo).

Ora, “ci piace” guardare il Regno Unito dove si apre la tematica sull’uso della moneta elettronica nelle slot machine. Certamente, quel Paese guarda avanti, anche nei giochi e così un settore oltremodo “conservatore” come quello del gioco fisico, propone l’impiego di sistemi di pagamento elettronici anche per le slot machine. Infatti, Bacta, associazione di categoria che rappresenta gli operatori di questo settore là conosciuti come “apparecchi di categoria C”, sta studiando ed elaborando proposte per introdurre l’uso della carta di debito sulle Awp nel Regno Unito.

L’iniziativa di Bacta su questo progetto discende dalla preoccupazione per la crescita dei sistemi di pagamento cashless, sopratutto tra i più giovani e questo fenomeno potrebbe far perdere, secondo l’associazione, nel prossimo futuro parecchi clienti. Ecco perché questo progetto è “balzato in prima fila” nell’agenda dell’associazione che ne discuterà in modo approfondito in occasione dei prossimi incontri. Bisogna ricordare, però, che in Europa esiste una legislazione simile a quella del Regno Unito dove si vieta l’uso diretto di carte di debito nelle Awp e per questo motivo altre associazioni di categoria europee sono preoccupate di questa particolare evoluzione.

È uscito sulla rivista InterGame un articolo specifico sulla materia, curato dal segretario generale di Euromat, federazione europea delle associazioni di categoria del gioco terrestre, nel quale si spiega che le “macchinette” sono tradizionalmente un cashgame. Per questo motivo, il fallimento di un’iniziativa mirata ad un futuro senza contanti potrebbe concretizzarsi con una diminuzione di fatturato. Controbatte Bacta che vi è stato un aumento accelerato di pagamento senza contanti effettuato da giocatori al di sotto dei 40 anni, personaggi che rappresentano i futuri clienti, e questo rappresenta un problema: le preoccupazioni di Bacta sono rivolte all’uso del contanti nelle macchine presenti nei pub, nelle sale da gioco e nei punti gioco per adulti, dove la possibilità di bancomat è più diffusa. Differente è la situazione, invece, dei pub.

In Italia si parla già da un po’ di tempo di introdurre i sistemi di pagamento elettronici in sostituzione della “moneta sonante”, poiché questo comporterebbe la tracciabilità e rappresenterebbe senza dubbio un ostacolo per i furti negli apparecchi. Ma ai pro si controbatte con un “contro” importante”: che ne sarebbe del ruolo dei gestori di slot che sino a qualche tempo fa venivano definitivi “terzi incaricati alla raccolta delle giocate”, proprio per far intendere quanto fosse determinante la raccolta delle monete tra le attività della filiera e quasi ne identificava una particolare categoria. Ecco perché gli operatori del gioco in Italia intendono mantenere la moneta fisica, ed i giocatori italiani la adorano perché permette il non controllo e l’anonimato. Due buoni motivi per far rimanere “le cose come stanno”.